Papaveri e Paprika
giovedì 13 gennaio 2011
Fix It Again Tony
Lezione di etica del lavoro made in USA per gli operai di Pomigliano.
Chissà se, a distanza di qualche mese, ne hanno una pronta anche per le tute blu di Mirafiori.
Nell'attesa del voto di questa sera nello stabilimento torinese, andrò a mangiare una bella pizza, guardando "The Godfather" che suona il mandolino...
domenica 9 gennaio 2011
Metti una sera dopo cena. A Rio.
Una delle mie ex coinqui è venuta a trascorrere le ferie nella mia stessa città, che poi è anche la sua ma ci siamo conosciute solo dopo 20 anni e 372 km.
Sono sempre molto felice di rivederla e in questo periodo lo sono ancor di più. E' stato come prendere una boccata d'aria familiare, dopo l'ennesimo trasloco che mi ha portato via da una città che mi sentivo cucita addosso.
Lei mi ha proposto di andare al concerto (qui??) di uno dei più grandi chitarristi brasiliani (ma sei proprio sicura di dove ti trovi in questo momento??!), al jazz club (e da quando ne abbiamo uno?!!!).
Passato lo stupore iniziale, mi sono rallegrata del fatto che anche in un capoluogo di provincia segnato dal rincoglionimento culturale e da una mentalità mediocre e provinciale si potesse godere di queste occasioni. Una di quelle serate che fanno esclamare "sembra quasi di non essere qui". E che fanno sperare. Sperare che non tutte le persone esistano solo per indossare abiti firmati e tirare di coca. E che ci siano tante menti e mani silenziose che vivono d'arte, musica, sport, solidarietà... Addirittura si impegnano a condividere hobby e passioni con il resto del passanti.
Ovviamente la serata inizia sotto altri toni. Il club è popolato da over-70 e over-plasticate. Il costo del biglietto è immediatamente maggiorato visto il sorprendente afflusso di gente...e quando gli ricapita un'occasione simile! Ok, sorvoliamo...sorvoliamo anche sui diversi posti occupati da spettatori invisibili che ci costringono ad assistere dall'ultima fila di seggioline di plastica.
Dopo i soliti convenevoli le luci si abbassano ed entra in scena lui. Il primo pezzo è un po' timido e Irio, sotto la sua capigliatura fitta e scura come caffè, sembra quasi uno dei tanti. Poi la performance prende il volo, le sonorità fluiscono dalla bossa nova al cha-cha, passando per samba e jazz. Accompagnato da batteria e contrabbasso, il suono della chitarra emoziona e trascina, sia nei pezzi più noti sia in quelli sentiti al momento per la prima volta e subito apprezzati. A metà concerto la sala era un concerto collettivo, con mani tamburellanti e capigliature anni '30 che ondeggiavano al ritmo di improvvisazioni acustiche.
Subito dopo il break i diversi assoli di chitarra classica ci hanno condotto verso luoghi più introspettivi, a volte con passi languidi e altre correndo sul filo un virtuoso arpeggio tropicale.
Immancabile la conclusione con un pezzo storico del patrimonio musicale brasiliano. Dopo la richiesta del "facci sognare Rio", lui ha abbozzato un sorriso e ha attaccato così...
venerdì 7 gennaio 2011
giovedì 6 gennaio 2011
Too far from Haleiwa
Nel mio calendario, la fine delle festività natalizie non cade sempre il 6 gennaio. A volte, infatti, tarda qualche giorno e coincide con la fine golosa dell'ultimo cioccolatino arrivato con la calza della Befana. Altre volte è segnata da un ennesimo trasloco, magari da un "viaggio della speranza" su uno degli ultimi IC ancora in circolazione. Quest'anno le feste termineranno lunedì mattina con la sveglia delle 6:30.
Ultimamente il periodo natalizio lo vivo in maniera piuttosto malinconica, agrodolce. Vuoi il periodo di transizione, vuoi il "destino scoordinato"...mi ritrovo a dare il peggio di me proprio quando dovrei essere ispirata dalla bontà e tutte le belle cosette che si scrivono nei biglietti di auguri. Ecco, mi chiedo, come mai quanto più ci si dovrebbe comportare bene, tanto più si finisce nel trasformare il cenone della vigilia nella sagra del sarcasmo?
In attesa di trovare una risposta, mi consolo con la Befana che le feste porta via ...e magari mi spazza via un po' di malinconia.
La golosità e la pigrizia no. Quelle lasciatemele sotto l'albero ancora un po'.
E se la malinconoia non se ne va, si può sempre provare a godersela.
Traffic in the Sky - Jack Johnson (2003)
There's traffic in the sky
And it doesn't seem to be getting much better
There's kids playing games on the pavement
Drawing waves on the pavement
Shadows on the planes on the pavement
It's enough to make me cry
But that don't seem like it would make it feel better
Maybe it's a dream and if I scream
It will burst at seams
This whole place will fall to pieces
And they'd say...
Well how could we have known?
I'll tell them it's not so hard to tell
If you keep on adding stones
Soon the water will be lost in the well
Puzzle pices in the ground
But no one ever seems to be digging
Instead they're looking up towards the heavens
With their eyes on the heavens
There are shadows on the way to the heavens
It's enough to make me cry
But that don't seem like it would make it feel better
The answer could be found
We could learn from digging down
But no one ever seems to be digging
Instead they'll say...
Well how could we have known?
I'll tell them it's not so hard to tell
If keep on adding stones
Soon the water will be lost in the well
Words of wisdom all around
But no one ever seems to listen
They're talking about their plans on paper
Building up from pavement
There are shadows from the scrapers on the pavement
It's enough to make mi sigh
But that don't seem like it would make it feel better
The words are all around
But the words are only sounds
And no one ever seems to listen
Instead they'll say...
Well how could we have known?
I'll tell them it's not so hard to tell
If you keep on adding stones
Soon the water will be lost in the well
